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Lo Studio del dottore agronomo Andrea Marin si occupa di consulenza in arboricoltura e verde ornamentale, sia per clienti privati che per municipalità ed enti pubblici. Operativo principalmente nelle province di Milano, Varese, Pavia e Monza e Brianza, offre servizi in tutta Italia.

sabato 29 maggio 2010

Anoplophora...o Tarlo Asiatico!!

Recentemente ho rilasciato una breve intervista per Foglie di Brianza per parlare del Tarlo Asiatico (Anoplophora spp.), un insetto innocuo per l'uomo ma molto dannoso per le piante ornamentali. Con molto piacere la riporto qui...perchè se ne parli!


Dopo Luca Masotto, Foglie di Brianza incontra Andrea Marin, dottore agronomo di Castano Primo che si occupa di verde urbano. Con lui parliamo di una delle più gravi minacce alle alberature attualmente in
corso: il tarlo asiatico.
  
- Chi è questo insetto e quale pericolo costituisce?

      Anoplophora è un coleottero proveniente dalla Cina introdotto in Italia ormai quasi 10 anni fa. È parente dei tarli presenti nei nostri boschi (come il Monochamus) ma è tremendamente più vorace. Attualmente in Italia sono state rinvenute 2 specie A. chinensis e A. glabripennis. L’Adulto depone le uova in diversi punti dell’albero a seconda della specie a cui appartiene, A. chienensis depone per esempio sulle radici affioranti, al colletto e nei primi cm di tronco. La larva che nasce durante il suo sviluppo si nutre dei tessuti dell’albero scavando gallerie  nel floema e nel primo xilema che indeboliscono di fatto l’albero. Tieni conto che un adulto depone fino a 70 uova!!

- Attacca tutte le specie vegetali?
      No, ma purtroppo attacca buona parte delle specie ornamentali diffuse nei nostri parchi e giardini. In particolare attacca gli Aceri, il Carpino bianco, il Faggio, il Nocciolo, la Betulla, il Platano, il Salice e la Lagerstroemia. Ancora colpisce Ippocastano, il genere Cytrus, il Cotoneaster, gli Olmi, i generi Malus, Pyrus e Prunus. Come vedi è un elenco di latifoglie lunghissimo definite piante sensibili, le conifere invece non sono suscettibili all’infestazione, così come “si salvano” Liquidambar, Querce, Tigli, Liriodendri o Magnolie.

-        quali sono i principali segnali della presenza dell’insetto?
Banalmente il vederlo sui nostri alberi, tra giugno e agosto, caratteristico per la maculatura bianca sul corpo nero-bluastro e le lunghissime antenne.
La presenza di Anoplophora chinensis è indicata poi dai fori di uscita dell’insetto adulto, perfettamente circolari e con un diametro di quasi 2 cm.
Ancora sono spesso visibili cospicui accumuli di una sorta di segatura lungo le radici affioranti e alla base delle piante.

-        Dove si sta diffondendo?
La diffusione dell’insetto è monitorata dal Servizio Fitosanitario Regionale che definisce l’area infestata e la zona buffer. Finora la diffusione di Anoplophora riguarda Milano (zona Ovest), una lunga fascia che va da Garbagnate a Inveruno e qualche comune del basso varesotto come Gallarate. Un altro focolaio è in provincia di Brescia.


- Come è possibile arginare la sua diffusione? I privati possono fare qualcosa per contrastarlo?
I privati devono provedere a informare il Servizio fitosanitario in caso di eventuali ritrovamenti dell’insetto o dei sintomi a questo indirizzo tarloasiatico@regione.lombardia.it . l’unica forma di contrasto è, purtroppo, l’individuazione e rimozione delle piante colpite. Toronto, che ha subito una infestazione violenta ma contrastata efficacemente, ha già abbattuto più di 12mila alberi!
È quindi indispensabile agire con responsabilità e tempestività, magari pernsando un po al bene comune!

domenica 23 maggio 2010

Alberi in Giardino...soddisfazione!

Come annunciato nel precedente post, il 22 maggio presso i vivai Spertini ci siamo incontrati per chiacchere di alberi, per fare un po di filosofia sulla loro gestione e capire meglio come potersi comportare e tutelare!
Mi premeva far passare alcune considerazioni sulla scelta degli alberi e sulla gestione degli esemplari presenti in molti giardini privati.
Credo sia emerso come non esista il giusto e lo sbagliato, ma piuttosto l'opportuno e l'ormai inadeguato, la necessità di conciliare l'esigenza dell'albero con le esigenze dei suoi fruitori.
In questo senso, per esempio, la capitozzatura è una pratica da evitare con ogni mezzo, ma un albero costantemente capitozzato poi trascurato per diversi anni non è un albero ben gestito e può esporre il luogo in cui dimora a rischi inadeguati.
Spesso si vedono, oprattutto in ambito urbano, aberi "a candelabro" perchè passati da un costante capitozzo a una sostanziale trascuratezza manutentiva, esponendo oggi il gestore a costi di manutenzione per ricostruie chiome completamente "sbagliate".
L'incontro ha voluto chiaccherare un po di questo...
 un ex bel Cedro, poi ridotto così...e nemmeno rimondato dal secco!!! geniale

un Liquidambar...o quel che ne resta!

Grande interesse ha suscitato poi la parte conclusiva della mattina, dove si è fatto un piccolo compendio, senza la pretesa di essere del tutto esaustivo, delle norme del Codice Civile che regolano la gestione degli alberi.
Cliccando qui è possibile scaricare la scheda riassuntiva dell'incontro con il compendio degli articoli del Codice Civile.
Ringrazio i presenti, davvero partecipi, e che mi ha dato la possibilità di essere relatore.
Alla prossima

lunedì 10 maggio 2010

22 maggio - Alberi in Giardino: Conoscere, Capire, Gestire

Ciao a tutti, vi segnalo questa serie di chiaccherate tra amici presso i vivai Spertini dove, il 22 maggio, parlerò della gestione dell'albero in giardino...secondo me un tema molto attuale, spinoso a volte ma anche affascinante come solo un albero sa essere...vi aspetto!!!!