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Lo Studio del dottore agronomo Andrea Marin si occupa di consulenza in arboricoltura e verde ornamentale, sia per clienti privati che per municipalità ed enti pubblici. Operativo principalmente nelle province di Milano, Varese, Pavia e Monza e Brianza, offre servizi in tutta Italia.

martedì 1 luglio 2014

Ramaglie e scarti di lavorazione in bosco...bruciare non è reato

"Ah Dutur...ma le ramaglie posso bruciarle in bosco??" Bella domanda...e risposta complessa fino a poco tempo fa! Nel bailamme normativo divieti e concessioni si inseguivano in un dedalo irrisolvibile e quindi si optava, comunque a ragione, per il cautelativo no. La confusione in merito alla combustione controllata in loco del materiale agricolo e forestale derivante da sfalci  potature o ripuliture sempre in loco è risolta con L’articolo 14, comma 8, lettera b) del decreto legge 24 giugno 2014, n.91 che inserisce una disposizione nel codice ambientale (articolo 256 bis, comma 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152) per precisare che non si applicano a questa pratica di smaltimento le sanzioni connesse alla gestione dei rifiuti, né quelle previste per la combustione illecita di rifiuti abbandonati introdotti dal decreto legge sulla Terra dei fuochi.
Cumulo di risulte di giardinaggio
smaltito illecitamente in bosco e non custodito
La norma precisa ancora che di tale materiale è consentita la combustione in piccoli cumuli ed in quantità giornaliere non superiore a tre metri steri per ettaro nelle aree, periodi ed orari individuati con apposita ordinanza del Sindaco competente per territorio. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata.
Di seguito le modifiche apportate dal DL 91/2014:

b) all'articolo 256-bis dopo il comma 6, e' aggiunto  il  seguente:
«6-bis. Le disposizioni del presente articolo e dell'articolo 256 non si applicano al materiale agricolo e forestale derivante  da  sfalci, potature o ripuliture in loco nel caso di combustione in  loco  delle stesse. Di tale materiale e' consentita  la  combustione  in  piccoli cumuli e in quantita' giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro nelle aree, periodi e orari individuati con apposita ordinanza del Sindaco competente per territorio. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali e' sempre vietata.». 
Il d.lg.s. 152/2006 risulta quindi presentarsi come segue: 
  
Art. 256-bis. (Combustione illecita di rifiuti). 
  1. Salvo che  il  fatto  costituisca  piu'  grave  reato,  

venerdì 6 giugno 2014

E' on line il Geoportale free dei dottori agronomi e forestali

Quattro sezioni di consultazione, per quattro livelli geografici, gratuito, aggiornato ogni sei mesi. Il nuovo geoportale cartografico dei dottori agronomi e dei dottori forestali voluto da CONAF racchiude in una pagina quanto già presente in rete per ciascun livello di approfondimento.
Uno strumento utile e semplice a disposizione di una professione viva e attiva nella gestione, tutela e pianificazione del territorio in moltissimi aspetti spesso misconosciuti!
In dettaglio le quattro sezioni sono così distinte:





giovedì 5 giugno 2014

Alcune immagini dal corso delle Dinamiche d’azione dei funghi agenti di carie del legno di Varese

Ecco alcune immagini del corso organizzato dall'Ordine dei Dottori Agronomi di Varese sulle Dinamiche d’azione dei funghi agenti di carie del legno e conseguenze sulla stabilità degli alberi in ambiente urbano.
Fomes fomentarius
Trametes irsuta
Ustulina deusta su faggio
Ceppaia di carpino con degradazione
Il Cedro secolare di Villa Mirabello...da visitare, sia la villa che il parco!
Palazzo Estense dai giardini

giovedì 29 maggio 2014

Varese - Dinamiche d’azione dei funghi agenti di carie del legno e conseguenze sulla stabilità degli alberi in ambiente urbano

L'Ordine dei dottori Agronomi e dei Dottori forestali di Varese, nell'ambito del programma di formazione professionale continua, organizza un corso di due giorni sulle dinamiche d’azione dei funghi agenti di carie del legno e le conseguenze sulla stabilità degli alberi in ambiente urbano. Il corso, a pagamento, si svolgerà nei giorni 3 e 4 giugno presso il salone Estense del Comune di Varese, in via Sacco 5 in Varese. Rivolto ai dottori agronomi che si occupano di arboricoltura o che vogliano approcciarsi ad un settore

sempre più cruciale anche in ambito sociale, il corso ha lo scopo di far comprendere le interazioni tra i funghi agenti di decadimento del legno ed i tessuti legnosi degli alberi vivi; esercitarsi ad utilizzare metodi semplici in campo per valutare i sintomi associati ad attacchi di funghi agenti di carie; prevedere lo sviluppo a lungo termine delle carie del legno in alberi vivi; classificare gli alberi affetti da carie del legno in diverse categorie di pericolo sulla base dei

sintomi visti. Infine non solo indagine ma anche prevenzione e cura cercando di conoscere meglio l’applicazione in campo di Trichoderma come metodo preventivo e curativo di fitopatologie.

Il corso vedrà susseguirsi nella docenza il Prof. dr. Francis W.M.R. Schwarze e Paolo Pietrobon, dottore forestale.

mercoledì 28 maggio 2014

Su archilovers.com

Ho appena terminato di sistemare il mio profilo su Archilovers, il più importante network dedicato all'architettura. Non mi sono improvvisamente pentito di essere un dottore agronomo ma spesso i settori si intersecano, e dove non arrivano i rapporti personali, aiuta la rete!
Qui il link al profilo completo, dove si possono vedere alcuni dei miei ultimi lavori. 
Buona visita!

mercoledì 14 maggio 2014

Dottore Agronomo o Ingegnere Agronomo? La qualifica professionale non è una etichetta

Riporto con piacere e di intesa con il Collega Giovanni Poletti un suo articolo apparso sul suo blog in merito all'iniziativa nata on line che vorrebbe il cambiamento del titolo professionale di noi Dottori Agronomi, sostituendo il titolo di Dottore con Ingegnere. La'iniziativa mi trova fermamente contrario poichè ritengo che un aumentata visibilità e un miglior riconoscimento della nostra figura professionale, debbano ottenersi col nostro saper cogliere le opportunità di questo momento storico (EXPO2015, nuovo PSR per citarne due) attraverso le già nostre competenze e non appiccicandoci una etichetta solo perchè maggiormente riconosciuta a livello nazionale. Come ha ben detto il Presidente Nazionale Andrea Sisti io ho scelto di fare il dottore agronomo, non ho ripiegato perchè non sono riuscito a fare l'ingengnere!

Ecco il pezzo di Giovanni:

L'ultima revisione del Codice dideontologia per l’esercizio delle attività professionale degli iscritti all’Albo dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (Regolamento 2/2013) operata dal CONAF - Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali - afferma che il titolo professionale costituisce il primo e fondamentale aspetto di identità, necessario a identificare l’appartenenza alla professione. Il titolo professionale deve essere usato sempre per esteso e non può essere oggetto di abbreviazioni che inducano ambiguità interpretative (art.15, punto 1).
In altre parole il titolo corretto da apporre è Dottore Agronomo / Dottore Forestale o Dott. Agronomo / Dott. Forestale

Recentemente ha preso corpo un filone di pensiero particolarmente attivo in Internet che con molteplici discussioni, talora anche vivaci, si sta spendendo per ottenere il cambiamento del titolo professionale in Ingegnere Agronomo e Ingegnere Forestale, adducendo due fondamentali motivazioni:
  1. presenza di tale titolo in molti paesi europei (e talvolta anche extraeuropei)
  2. riconoscimento semplificato e aumentato presso il grande pubblico con garanzia di migliori opportunità professionali.

La prima argomentazione appare fuorviante in quanto non finalizzata al riconoscimento di un titolo professionale conseguito nell'ambito dell'Unione Europea per l'esercizio della professione o per l'armonizzazione di diversi percorsi formativi, ma solo per giustificare una mera sostituzione lessicale.

La seconda motivazione è viziosa, non esistendo certezze in proposito e lasciando aperta la strada a ulteriori valutazioni quali gli sciagurati effetti che deriverebbero consegnando alla figura preminente dell'Ingegnere - e non dell'Agronomo - proprio quelle competenze e specificità professionali di assoluto valore che si tenta di promuovere, in virtù di una sua preesistente e indiscutibile maggiore presa mediatica.

venerdì 22 novembre 2013

Milano - Convegno "Qualità dell’ambiente e del patrimonio arboreo: il caso Milano e l’esperienza di Nantes, Capitale verde d’Europa 2013"

Il Verde Editoriale, in collaborazione con Comune di  Milano e Co.Ge.S., e l'adesione, tra gli altri, dell'Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano, organizza nella mattina del 3 dicembre 2013 l'interessante convegno "Qualità dell’ambiente e del patrimonio arboreo: il caso Milano e l’esperienza di Nantes, Capitale verde d’Europa 2013". Sede del convegno il Museo Civico di Storia Naturale in Corso Venezia, 55 a Milano.
L'approvazione della Legge 14 gennaio 2013, n. 10 può offrire un quadro normativo nazionale per valorizzare il verde urbano. Durante il convegno si esamineranno i contenuti della Legge per metterne in risalto le novità positive che riguardano la gestione del verde e per evidenziarne le opportunità per il settore.
Presentando “il modello Milano” e l’esperienza di gestione informatizzata del verde comunale, sarà sottolineata l’importanza di una banca dati aggiornata in tempo reale per gestire il patrimonio arboreo di una grande città, punto di partenza imprescindibile per garantire la sicurezza dei fruitori delle aree verdi.
Il controllo degli alberi dapprima con il sistema VTA e poi con ulteriori approfondimenti strumentali è il
punto qualificante del sistema. Negli ultimi dieci anni, grazie all’acquisizione di migliaia di dati, risultato di un censimento continuo sia degli elementi vegetali, che delle attrezzature e degli arredi presenti nelle aree verdi cittadine, a Milano i danni a cose e persone sono diminuiti di circa il 40%.
Il convegno sarà inoltre l’occasione per presentare il modello di sviluppo di Nantes, città francese insignita del titolo di “Capitale verde d’Europa 2013”. Questo riconoscimento premia un intenso lavoro che da oltre vent’anni ha come obiettivo il miglioramento del territorio e delle condizioni ambientali della città.

Il convegno partecipa al programma di formazione permanente dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali per 0,5 CFP.
Per registrarsi al convegno mail a: greenevents@ilverdeeditoriale.com